Oggi ho ascoltato qualcuno. Mi riempie sempre di gioia che le persone, a volte, si sentano libere di confidarsi con me. Mi fa sperare di aver prodotto qualcosa di buono con la mia esistenza. Questa persona ha superato mille prove, tante ancora ne ha davanti, ma con un sorriso e una battuta spesso nasconde ciò che veramente prova. Molti di noi si nascondono dietro ad una facciata di serenità e perfezione, il mondo non è incline a tollerare gli sfoghi altrui, ad accoglierli e custodirli. Eppure a volte basta solo fare la domanda giusta e poi aprirsi, cuore e mente, a ricevere il fardello degli altri; spesso non può essere alleggerito con consigli né con azioni, è sufficiente prestare attenzione, essere empatici per far sì che quella persona si senta meno sola, meno sconfitta. Nessun uomo è un’isola, si dice. Nonostante ciò, alzi la mano chi non ha mai provato la sensazione di essere completamente e ineluttabilmente isolato dagli altri, incompreso, inerme di fronte alle difficoltà, con il desiderio di un volto amico che ponesse la “domanda giusta”. Mille volte mi hanno chiesto “come stai?” senza neppure fermarsi ad ascoltare la risposta, ferendomi di più con questo atteggiamento che col silenzio. Per questo, sappiate, quando questa domanda viene da me, ho già messo in conto di avere il tempo e la voglia di ricevere la vera risposta. Ho già messo in conto l’intenzione di ascoltare.